Creta è una materia ibrida, è acqua e terra. Non ha una sua forma. E’ duttile, porosa: si lascia attraversare. Creta è uno stato di nomadismo interiore fra le acquisizioni da cui non posso tornare indietro e le navi con cui andrò oltre. E’ una contraddizione feroce e fragile fra la consapevolezza di ciò che ho perso e la resilienza del vivere.