Un rossetto rosso a fine giornata. Opaco, scolorito, stinto. Il sigillo pigro di uno spreco di colore.

Assisto. Alla poltrona, ai pavimenti, ai muri, alla redazione, al museo, ai romanzi, agli uomini. Per lo più.

Istigo. I fantasmi reali del mio cervello fittizio. Fittizio: privo di corrispondenza con la realtà.

Stanotte mi ha svegliata la risata elegante di Nancy Cunard. Quando ho aperto gli occhi sul rifugio del mio fianco era proprio davanti al mio armadio. Dentro c’erano tutti i suoi sguardi di riprovazione, potevo scegliere. Quale indossare quest’oggi. Mentre assisto. Ai cieli. Ai naufragi. Ai matrimoni. Alle mie rughe.

Rosso. Sfumato. Perduto. Consunto dai lauti cibi che ho mangiato, persino dai baci che ho ricevuto. Le labbra, residuali di un viaggio. Che assistono, ombre di illusioni rossissime del mattino.

 

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