E questa favola che è adesso…

Mal'diprogresso

Cara amica triste ti scrivo, così me la meno un po’.

Qui i giorni si stanno assicutando in fretta talvolta, talvolta no, attoppano, si vanno muzzicando, e poi attaccano di nuovo. E io perdo il conto di quand’é stata l’ultima volta che ti ho vista per davvero, anche se sono comunque venuta a sapere che sei triste. Allora, per spirugliarci, ti volevo raccontare drittamente questa favola, che vorrebbe essere l’arripizzamento di tutte le minuzzaglie che ti avrei contato se non avessi dovuto perdere tempo a raggiungerti per davvero.

C’erano una volta, nel lontano freddo Reame della Noia, un’imperatrice assittata in esilio e un mago tossico ‘ntraffichiato. A idda ci dicevano di iùso, a iddu di susu. Caso volle che s’appano ‘ncontrare. Il caso, tu lo sai, per lo più é figlio del grandìovastaso, ma ognittanto ammatta cunfissàtu. Chiddu avìa ra:ri, cuteddi, pezzi ri lignu, ‘ncapu du tavurì:u c’era l’opra, e…

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